Tendinopatia calcifica della spalla

Tendinopatia calcifica della spalla

La tendinopatia calcifica della spalla è caratterizzata dalla presenza di calcificazioni a livello del lato bursale dei tendini della cuffia dei rotatori, in particolare a livello della loro inserzione sul trochite omerale; in alcuni casi le calcificazioni possono rompersi e protrudere nella borsa sottoacromiale. (fig.1).

Fig.1

Eziopatogenesi : Tale localizzazione è dovuta a uno scarso apporto ematico e a un maggiore conflitto nei movimenti di elevazione della spalla.
Le cause che determinano la formazione dei depositi di calcio sono diverse, ma nessuna è certa; può essere dovuta ad un trauma locale, a una lesione o un trauma a livello della cuffia dei rotatori.

In seguito al trauma si manifesta un’alterazione dell’apporto ematico a livello del tendine, seguita da una precipitazione dei sali di calcio: il deposito di calcio si comporta da corpo estraneo che irrita o si rompe nellaborsa e quindi viene riassorbito.
Dopo la rottura del deposito di calcio si osserva un nuovo apporto ematico e la formazione di tessuto di riparazione.
Clinica e diagnosi : Tale condizione si manifesta con dolore acuto localizzato nella parte anteriore della spalla con impotenza funzionale, oppure con dolore discreto che si manifesta dopo l’attività sportiva.
La diagnosi viene confermata dalla radiografia che mostra la sede del deposito di calcio. (Fig.2).

Fig.2

La proiezione esterna pone il tendine del muscolo sovraspinato di profilo, la rotazione esterna mette di profilo il tendine sottospinoso, mentre i depositi di calcio a livello del muscolo sottoscapolare sono evidenziati in proiezione ascellare.

Trattamento

Il riposo, la somministrazione di antinfiammatori non steroidei e l’applicazione di ghiaccio possono alleviare il dolore. Sono utili infiltrazioni locali con anestetico e cortisone, e onde d’urto.

Il trattamento riabilitativo è basato sulle mobilizzazioni passive e applicazioni di Tecarterapia per alleviare la sintomatologia algica. Nel caso in cui non ci fosse nessun miglioramento significativo diventa necessario asportare la calcificazione in artroscopia.

Bibliografia

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